Il gattuccio maggiore o gattopardo (Scyliorhinus stellaris) è uno squalo che vive in Mediterraneo e in Atlantico. Da noi si trova di solito fra le rocce, fra i 20 e i 60 metri di profondità.  Può raggiungere il metro e mezzo di lunghezza e ha una livrea cosparsa di grandi macchie scure. Si distingue dal gattuccio (Scyliorhinus canicula) per le dimensioni, che nel gattopardo sono decisamente superiore.

Il gattopardo passa la giornata in piccoli anfratti nella roccia, per avventurarsi di notte in cerca di cibo: pesci, altri piccoli squali, crostacei, polpi e seppie. Dopo la fecondazione  che, come tutti gli squali, è interna – la femmina depone grandi uova (10-13 cm di lunghezza) e le assicura grazie a lunghi filamenti a gorgonie, spugne o qualunque altro oggetto in posizione sollevata dal fondo e battuta dalla corrente.

I piccoli crescono nell’uovo nutrendosi del tuorlo e nascono dopo circa 7-8 mesi avendo raggiunto i 10-15cm di lunghezza.

Conosciamo poco della vita e le abitudini del gattuccio maggiore, ma sappiamo che non se la passa bene nel nostro mare: mel Tirreno, ad esempio, è diminuito del 99% nelle catture scientifiche degli ultimi 20 anni. La pesca intensiva e il deterioramento dell’habitat sono i fattori responsabili del declino di questa specie in Mediterraneo, tanto che la IUCN, l’Unione per la Conservazione della Natura, ha espresso il timore che possa venire prossimamente inserito nella categoria “vulnerabile” delle specie a rischio estinzione.

 

(foto Valter Carrus, Guglielmo Rasy, Daniele Trojani, Eleonora de Sabata)

IL GATTOPARDO

 

Il Mediterraneo è il mare più pericoloso al mondo, se sei uno squalo o una razza. 

Secondo il rapporto della IUCN del 2007 e quello del 2015 solo il 14% delle specie è in un discreto stato di conservazione, tutti gli altri stanno davvero male: il 18% è Criticamente in Pericolo, l’11% in Pericolo e il 13% Vulnerabile. Le altre specie sono per il 18% Quasi a Rischio, mentre per il 26% non si hanno dati sufficienti a valutare il loro stato - il che nella gran parte dei casi vuol dire che sono ormai sono talmente rari da sfuggire a ogni calcolo.

Fra le specie Criticamente in Pericolo in Mediterraneo: il pesce angelo, il mako, lo smeriglio.

In Pericolo sono la mobula, lo squalo plumbeo (che ci è particolarmente caro, perché oggetto della nostra ricerca MedSharks in Turchia).

Persino la verdesca, uno fra gli squali più prolifici, è stato classificato Vulnerabile. 

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